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Valguarnera Caropepe nei romanzi del Premio Letterario il Borgo Italiano 2023 con Manuela De Quarto

Valguarnera Caropepe partecipa al Premio Letterario il Borgo Italiano 2023 Edizione di Borgo La Martella attraverso la sezione Romanzo Edito grazie a un'opera di Manuela De Quarto dal titolo "Come treni alla stazione", pubblicato da Land Editore.


Valguarnera Caropepe è un comune italiano di 6987 abitanti del libero consorzio comunale di Enna in Sicilia.


L’opera distruttiva dell'uomo ha celato per secoli la propria origine arcaica, occultandone in grande misura le testimonianze. È il caso del castello dei Principi di Valguarnera, adeguato su una struttura certamente di origine greca, che fu però raso al suolo per far spazio a una scuola elementare. Sotto di esso passavano dei veri e propri tunnel che collegavano in modo alternativo alcuni punti nevralgici del sistema difensivo. Accanto ad esso sorgeva e ancora sorge, l'ex carcere mandamentale (1881), che un tempo ospitò anche i riottosi dei moti del 1893. Funzionò fino al secolo XIX, finché non fu abbandonato e poi ripreso grazie all'intesa tra Comune, Regione e Beni Culturali che lo hanno trasformato in Antiquarium (inaugurato ufficialmente il 19 gennaio 2008). Pur depredando e riutilizzando edifici di elevato interesse storico-archeologico, sono comunque apprezzati i tantissimi santuari di epoca cristiana, sorti o riadattati sulle fondazioni di edicole votive greco-romane. Secondo uno studio di alcuni storici; Pierluigi Bonanno, Carlo, Liborio e Paolo Totò Bellone, anche l'attuale Palazzo Comunale sorgerebbe su un sito di grande rilevanza; ipotizzando in modo alquanto convincente, il riutilizzo di una delle porte dell'antica Caropepe, come ingresso agli Uffici comunali.


La parte storica del paesetto può vantare tanti esempi di architettura neoclassica, barocca e liberty; come la piazza comunemente detta "L'arco di Litteri", dove le forme dell'art nouveau si adeguano a un arco di tipo semplice ma suggestivo. Di fronte a esso, sul muro di un'abitazione privata, nel 1861 la cittadinanza pose un grande piastrellato di Caltagirone raffigurante San Cristoforo che porta sulle spalle Gesù Bambino. L'opera fu realizzata dal maestro Giuseppe Di Bartolo e ancora oggi campeggia maestosa sotto lo sguardo dei passanti. E ancora: la chiesa di San Cristoforo costruita nel 1630 su modello della Cattedrale di Catania.


Tra la parte più vecchia del paese e quella di recente costruzione, un particolare snodo chiamato U Canal (Il Canale) delimitava un tempo i confini della cittadina che si apriva in piena campagna. Ieri vi scorreva una sorgiva d'acqua, poi il terreno venne bonificato per dar spazio a una strada. Qui sorge il Palazzo Prato, la dimora di un ricco e illustre valguarnerese, con affreschi di pregevole fattura sul soffitto. Per anni è stata la sede dell'Istituto Professionale Commerciale "Giacomo Magno", finché non fu trasferito nei nuovi locali siti in contrada Marcàto. Accanto al Palazzo Prato, la chiesetta dedicata a san Liborio, oggi in fase di restauro, voluta dalla famiglia Prato come devozione al Santo. Poi il Palazzo "Sebastiano Arena" che ospita una scuola elementare, nei pressi dell'abitazione del noto scrittore e poeta Francesco Lanza, autore dei "mimi siciliani". Su un quartiere di recente costruzione, contornato da villette a schiera e denominato "Villaggio Ardisio", sorge invece il Palazzo "Mazzini", una scuola elementare.


Alcune delle colline che circondano il centro abitato sono sature di storia e raccontano in modo perfetto, le origini dei cittadini di Valguarnera Caropepe. È il caso del Monte Rossomanno (889 m s.l.m); un'altura ripida e scoscesa a tre chilometri dal centro abitato, che ha conosciuto negli anni la presenza di Greci, Romani e diverse signorie nel medioevo. Oggi Rossomanno è riserva naturale. Degna di menzione è anche la contrada "Monterascati" (Monte raschiato), confinante con Rossomanno e costellato di importanti insediamenti a grotta del neolitico.


Il Patrono di Valguarnera è San Cristoforo, protettore degli automobilisti, a cui è dedicata la Chiesa Madre del paese fondata nel 1630. Sempre in suo onore, nel XIX secolo fu apposto presso la parete di una casa privata, un piastrellato proveniente da Caltagirone, con le effigie del Santo che porta sulla spalla Gesù Bambino. Il culto di San Cristoforo venne diffuso dai Principi di Valguarnera, di origini spagnole. In onore a San Cristoforo, la cui festa si celebra il 25 agosto, il Sindaco di Valguarnera Caropepe consegna agli automobilisti un portachiave con l'immagine del santo, mentre le maggiori cariche religiose del paese benedicono le autovetture. La serata si chiuse sempre con la "maschiata" (fuochi d'artificio) che segnano la fine dei festeggiamenti e di conseguenza anche la fine dell'estate.


Valguarnera Caropepe


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