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Casteltermini tra le poesie del Premio Letterario il Borgo Italiano 2023 con Irene Di Liberto


Casteltermini partecipa al Premio Letterario il Borgo Italiano 2023 edizione Borgo di La Martella attraverso la sezione Poesia Inedita con un'opera di Irene Di Liberto dal titolo "Al mio paese".

Casteltermini è un comune italiano di 7283 abitanti del libero consorzio comunale di Agrigento, in Sicilia.


Il duomo di San Vincenzo Ferreri è il maggior luogo di culto di Casteltermini. Tra le altre architetture religiose si segnalano anche la Chiesa di San Giuseppe, l'eremo di Santa Croce, e la Chiesa di Gesù e Maria. Per quanto riguarda, invece, i musei: l'Antiquarium; il Museo etnografico; e la Miniera-Museo Cozzo Disi.


La festa più importante è chiamata di Santa Croce e si svolge, quasi ininterrottamente, dal XVII secolo. Le sue origini risalgono, infatti, all'anno 1667 e sono collegate ad una leggenda che riguarda il ritrovamento di una grande croce di legno nelle campagne del feudo Chiuddia. Questa leggenda narra che, anteriormente alla fondazione del paese, una vacca, mentre pascolava nelle terre del Vaccarizzo, si allontanasse e si dirigesse verso la campagna del feudo di Chiuddia e ivi giunta s'inginocchiasse. Il fatto si ripeté per diversi giorni, finché alcuni pastori incuriositi scavarono nel punto in cui s'inginocchiava la vacca e portarono alla luce una grande croce di legno. Nella forma attuale i festeggiamenti nacquero nel 1667.


Anteriormente a tale data, fin da quando fu trovata la croce, il 3 maggio di ogni anno, nella ricorrenza in cui la Chiesa celebrava l’esaltazione della Croce di Cristo, all'eremo di Santa Croce si svolgeva una festa campestre alla quale accorrevano fedeli e devoti di tutte le terre vicine. Ma dopo la fondazione di Casteltermini, avvenuta nel 1629, gli abitanti credettero opportuno celebrare la festa in paese con la partecipazione di tutti, coinvolgendo i diversi ceti sociali del nuovo centro. Così le varie corporazioni paesane (i cosiddetti Ceti) organizzarono la nuova festa e stabilirono una di esse, quella delle Maestranze, la sera della vigilia si recasse all'eremo a prelevare la Croce con una processione che, data la distanza dal paese, doveva svolgersi necessariamente a cavallo, e che l'indomani, a festa conclusa, le altre corporazioni riaccompagnassero la Croce all'Eremo con un'altra sontuosa cavalcata. L'altra denominazione, sagra del Tataratà, invece richiama una danza armata risalente, secondo alcune ipotesi di diversi studiosi, al periodo di dominazione islamica dell'isola. La festa ha la durata di tre giorni, accompagnata da manifestazioni collaterali, in tutto il mese di maggio.


Molto importanti sono i festeggiamenti per la Settimana Santa. Il Giovedì Santo i fedeli in tutte le chiese preparano i “Sepolcri”, ponendo fiori e piatti colmi di germogli di grano color giallo pallido che simbolicamente presentano al Signore in atto di omaggio, affinché i contadini ricevano la benedizione e ricavino un buon raccolto. Nel primo pomeriggio del venerdì, viene condotto per le strade del paese Gesù Nazareno. Lungo il percorso che porta nella piazza principale, viene rievocata la Via Crucis. Successivamente le statue della Madonna Addolorata, Maria Maddalena, la Veronica e san Giovanni Apostolo, in processione con le confraternite, si dirigono verso la chiesa del Calvario dove viene rievocata la crocifissione di Gesù Cristo. Nella tarda serata Gesù viene deposto dalla Croce e adagiato nell'Urna, e con gli altri simulacri viene portato in processione. La domenica di Pasqua si può assistere a Lu‘ncuntru fra Cristo Risorto e la Madonna. Questo avviene sotto gli archi adornati da ramoscelli di alloro, rosmarino e ulivo, da cui pendono le “cuddure”, forme di pane rivestite di zucchero fuso e “diavulicchi”, circondate da tante arance che creano un grande effetto cromatico.


Casteltermini



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